Fuga d’inverno a Palermo per assaggiare i dolci del Monastero di Santa Caterina

Testo di Salvatore Spatafora Fotografie di Emanuele Caramma

05 dicembre 2018

Per gli arabi era Palermo Felicissima, “la più grande e la più bella metropoli del mondo”. Dopo anni di oblio e tristi vicende legate ai fatti di cronaca nera, il capoluogo siciliano sembra adesso vivere un nuovo rinascimento. Il 2018, in particolare, è stato l’anno di Palermo: prima è arrivato il titolo di Capitale italiana della cultura e poi è stata scelta dal comitato di Manifesta12 per ospitare la biennale nomade di arte e cultura contemporanea.

I numeri parlano chiaro. Presenze record in città, non soltanto nei mesi estivi. Le strutture alberghiere registrano il tutto esaurito e un nuovo fermento culturale sembra aver dato impulso al settore turistico e gastronomico, indotto che coinvolge molti giovani siciliani. Il mix di arte e cultura gastronomica, insieme al clima tipicamente mediterraneo, sembra essere la carta vincente di Palermo. Se ancora non l’avete fatto, è questo il momento di programmare una fuga d’inverno nel capoluogo siciliano.

Tanti i monumenti da visitare. Il nostro preferito è il Monastero di Santa Caterina. Edificato nel 1301, è stata la dimora delle monache di clausura dell’ordine domenicano fino al 2014. Nel 2017, dopo il trasferimento delle ultime due suore, questo scrigno di arte e spiritualità, inaccessibile per sette secoli, apre le sue stanze segrete al pubblico. Una meta che da sola vale il viaggio. Da annoverare tra le 10 tappe imperdibili in Sicilia. 
La chiesa è un trionfo barocco: i marmi policromi e gli affreschi sono stati realizzati fra la fine del ‘600 e l’inizio del ’700 da alcuni dei principali architetti e artisti dell’epoca. La parte più suggestiva è quella del convento. Un tempo era il più ricco della Sicilia, grazie alla dote delle novizie, tutte provenienti dalle famiglie aristocratiche più potenti dell’isola. Una monacazione forzata per non intaccare, secondo la legge del maggiorascato, l’eredità patrimoniale del fratello primogenito. Il cuore del complesso è il chiostro, caratterizzato da un pavimento di ceramiche policrome dove al centro domina una fontana con la statua di San Domenico. Tutt’intorno, gli ambienti residenziali delle suore più altolocate: 15 celle sono state recuperate e sono visitabili in tutta la loro semplicità. Da non perdere la visita ai matronei e ai tetti da cui è possibile ammirare la città dall’alto, una prospettiva insolita e sconosciuta di Piazza Pretoria (o Piazza della Vergogna come la chiamano i palermitani) e delle chiese di Santa Maria dell’Ammiraglio, nota come Martorana, e di San Cataldo, entrambe inserite nell’itinerario Unesco arabo-normanno.
Le suore di clausura, ad eccezione della priora, non potevano avere nessun contatto con il mondo esterno. Oltre alle attività spirituali, al convento si preparavano medicamenti e cosmetici con le profumatissime rose coltivate nel giardino, e si preparavano dolci superlativi. In Sicilia, infatti, la tradizione pasticcera è intimamente legata ai conventi femminili. Tra i più celebri c’è il leggendario trionfo di gola citato nel romanzo Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Nel progetto di recupero del complesso, le cucine sono tornate a vivere e adesso la Dolceria di Santa Caterina propone ogni giorno cannoli, minne di vergine e fedde del Cancelliere alle mandorle e pistacchi. Tra le specialità del Monastero di Santa Caterina ci sono: genovesi ripiene di ricotta e cioccolata, panino di Santa Caterina, un morbido ripieno di mandorle, Maria Stuarda, una crostatina con la zuccata, testa di turco, conchiglie, biscotti papali al profumo di marsala e in estate il gelo di mellone e le granite.
L’attività è gestita dalla cooperativa Pulcherrima Res e si colloca nel più ampio progetto di recupero della storia e della cultura del monastero, curato da Padre Bucaro. Maria Oliveri, appassionata di storia e antropologia, ha invece recuperato alcune di queste antiche ricette e le ha pubblicate nel volume I segreti del chiostro, storie e ricette dei monasteri di Palermo, in vendita presso la Dolceria.   
Convento di Santa Caterina
Piazza Bellini 2 – Palermo

Alla Dolceria, aperta tutti i giorni con orario no stop dalle 10 alle 19, si accede da un ingresso separato sempre nella piazza.   

 
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