Funky Tomato: il pomodoro etico, buono e pop

Luciana Squadrilli

12 dicembre 2018

Il rosso è il colore per eccellenza del pomodoro – ma non l’unico, ormai sono tante le varietà gialle tornate in auge che ci fanno riscoprire le origini di questo prodotto e del suo nome –, un colore vivo e carico che porta alla mente immagini gioiose di bruschette, insalate, ragù e momenti familiari legati alla preparazione di passate e pelati. Ma, troppo spesso, il rosso del pomodoro assume anche una valenza negativa, quella del sangue e della fatica di chi – senza troppa distinzione di razza e origine, ché il caporalato non va per il sottile e colpisce africani, europei dell’Est e italiani in situazioni di difficoltà e necessità allo stesso modo – viene sfruttato nei campi, lavorando e vivendo in condizioni sotto il livello minimo di dignità. 

Per chi è attento alla qualità, ma anche all’aspetto etico del cibo che mangia, dunque, l’interrogativo diventa stringente: quali pomodori acquistare, e dove, per essere certi che il suo rosso derivi solo dai licopeni e dal calore del sole che li fa maturare nei campi? La risposta, spesso, è elitaria: cooperative sociali e piccoli produttori di nicchia fanno un lavoro eccellente e “pulito”, ma i costi di produzione e le difficoltà di distribuzione portano inevitabilmente a un prezzo più alto e a un giro ristretto di gruppi d’acquisto o botteghe gourmet dove trovarli.

Funky Tomato parte invece dall’assunto – e dal prefiggersi un obiettivo – opposto, reso ben chiaro dalla grafica colorata e vivace delle latte di pelato e pomodorini che ricordano il mood di quelle della Campbell’s, rese da Andy Warhol l’icona della Pop Art, come pure dalla promozione a suon di musica, tra live show dallo spirito decisamente funky e la collaborazione con diversi musicisti: chi acquista una latta di pomodoro o una bottiglia di passata può scaricare l’album “No Borders” – titolo che ne riassume la mission politica, senza confini – con 6 brani realizzati da artisti come gli ‘o Rom di Carmine D’Aniello, Assalti Frontali, Giulia Anania e Baba Sissoko. Ma c’è pure la Funky Tomato Liquid Band con il brano realizzato in collaborazione con Nicodemo, cantautore e musicista elettronico di Cava de’ Tirreni, e con la voce di un bracciante africano.
Come nasce e cos’è Funky Tomato 

“Il nostro è un prodotto pop, e tra gli obiettivi principali c’è quello di avere una grande diffusione e un costo basso. È un pomodoro da dispensa, di quelli che noi tutti compriamo e usiamo per fare il sugo di tutti i giorni, non qualcosa da tenere in vetrina per far bella figura” spiega Paolo Russo, agricoltore pugliese di origini napoletane che quattro anni fa – insieme a contadini e braccianti coinvolti nella raccolta dei pomodori a Boreano, in Lucania, come il senegalese Mamadou Dia, e al sociologo Mimmo Perrotta, ideatore della manifestazione Fuori dal Ghetto di Venosa – ha dato vita al progetto. Altra colonna portante è lo chef Federico Valicenti, grande interprete della cucina lucana a Terranova del Pollino e creatore della Comunanza del Cibo Pollino, che è stato anche nominato “garante del rispetto dei contadini” nel board di Funky Tomato. E sono molti altri gli chef, pizzaioli e osti che amano e scelgono il loro pomodoro, da Gabriele Bonci a Vincenzo Mancino di DOL a Roma, a Gino Sorbillo e a Pietro Zito in Puglia.

Ma cos’è, esattamente, Funky Tomato? Forse è più facile partire da cosa non è. Non una cooperativa, non uno dei tanti prodotti (seppur virtuosi) che restano nel ristretto ambito dell’economia solidale e del non profit. “Siamo una rete, una società capofila che mette in connessione realtà produttive (presenti soprattutto in Puglia, Basilicata e Campania, ndr) con una missione comune e un disciplinare condiviso. Il nostro obiettivo è quello di creare modelli innovativi nella filiera agroalimentare del pomodoro” ma pure di creare economia reale e lavoro, spiega Paolo, sottolineando anche il carattere fluido e mutevole del progetto che in quattro anni ha subito profonde evoluzioni, passando dalla produzione diretta alla costruzione di reti, contatti e progetti per creare quella che definiscono “una filiera agricola ad alto impatto sociale che alimenta la cultura”.

Ma Funky Tomato non è nemmeno un’iniziativa “buonista” (come potrebbe definirla qualcuno…) che tutela gli immigrati africani vittime di sfruttamento chiudendo gli occhi su altre forme e su altri soggetti di abuso. “Il caporalato è un fenomeno che colpisce tutti, a cominciare dagli italiani e soprattutto dalle donne, elementi preziosi ma fragili dell’agricoltura meridionale; non per nulla è venuto alla luce con la morte di Paola Clemente, bracciante pugliese morta di fatica nei campi nel 2015”. Fu uccisa in modo barbaro e spietato dalla camorra, invece Gelsomina Verde, morta a soli 22 anni a Scampia il 21 novembre del 2004. Proprio nello stesso posto e nello stesso giorno di quest’anno, presso la sede di Cooperativa (R)esistenza fondata da Ciro Corona, è stato firmato il primo contratto di rete tra Funky Tomato Project, Cooperativa (R)esistenza, La Fiammante e Storytelling Meridiano.
Alleanze e societing

I soggetti coinvolti fanno capire meglio quale sia lo spirito del progetto: la Cooperativa guidata da Corona gestisce anche il Fondo Rustico Amato Lamberti, il primo bene confiscato alla camorra e trasformato in attività imprenditoriale (con un’area agricola di circa 140.000 mq a Chiaiano dove verranno coltivati i pomodori per la linea “Gourmet” de La Fiammante) e L’Officina delle Culture Gelsomina Verde a Scampia: qui sorgerà il magazzino di Funky Tomato, centrale per ottimizzare la distribuzione e aumentare le marginalità del progetto, impiegando soprattutto detenuti o ex detenuti del carcere di Secondigliano con un progetto d’inclusione sociale. “Molti sono ex spacciatori di un clan locale, e noi scherzando diciamo che dallo spaccio della droga sono passati a quello di pomodoro!” scherza Paolo, ma poi torna serio richiamando il concetto di societing: contribuire al bene comune, accostando economia ed etica. “Per noi l’inclusività è un elemento centrale, a tutto campo. La nostra parola d’ordine è “alleanza”: non critichiamo chi fa scelte diverse dalle nostre ma non abbiamo nemmeno la puzza sotto al naso verso l’industria, ad esempio, o le grandi realtà”.

Lo dimostra, appunto, l’accordo con La Fiammante, l’azienda campana diretta da Francesco Franzese che da oltre 50 anni si occupa della produzione di conserve alimentari facendo attenzione ai prodotti e alle condizioni di lavoro, nonostante i grossi numeri. Ma pure quello con l’OP (Organizzazione di Produttori, ndr) Mediterraneo Foggia, una delle più grandi realtà della produzione di pomodori con 500 ettari di coltivazioni, in uno dei territori più colpiti dal caporalato, che ha però preso una posizione netta espellendo i soci che vi ricorrono.
Proprio la collaborazione con La Fiammante, partita già lo scorso anno, ha portato a ricavi importanti e a un miglioramento qualitativo: “Spesso prevale il concetto del “piccolo e buono” ma non sempre è così. Anche perché un conto è fare 50 vasetti di pomodoro in casa, un altro farne 500.000 come ne abbiamo fatti noi quest’anno” dice Paolo; utilizzando gli impianti della Fiammante – che rinuncia alle sue marginalità, permettendo così di reinvestire sulla distribuzione e su progetti culturali oltre che, naturalmente, sulla retribuzione dei collaboratori – per trasformare il pomodoro Funky Tomato, non solo hanno aumentato i numeri ma anche la qualità, potendo contare su tecnologie moderne e sistemi di controllo e sicurezza alimentare che altrimenti non avrebbero potuto avere. 

Ora c’è da lavorare sulla distribuzione: la consegna a domicilio e l’acquisto in prevendita, che erano stati la forza del progetto e ne avevano consentito la nascita, creano problemi di costi e di gestione mentre le logiche della grande distribuzione non sono molto in sintonia con quelle del progetto. Intanto però, le botteghe e i negozi in cui trovare latte di pelati e bottiglie di passata – indicati sulla cartina dell’Italia presente sul sito – sono raddoppiati e l’acquisto online è sempre attivo. 

E il progetto, in metamorfosi continua, potrebbe riservare altre sorprese.

Fotografie: Funky Tomato

http://www.funkytomato.it/ 
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Scritto per chi ama il buon cibo
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