La guerra (e pace) del Melone Mantovano

Maurizio Ferrari

04 luglio 2018

La disfida del melone tra i produttori di Cremona e Mantova è durata anni  finché lo spirito di sopravvivenza ha sancito un’allenza che li ha premiati con il riconoscimento della prima IGP riservata ad un melone italiano.
 
Melone Mantovano IGP nelle tipologie Tamaris, Supermarket e Harper
La guerra sembrava interminabile, fatta di colpi bassi, dispetti assortiti e giudizi trancianti. Poi alla fine, complice la crisi prima e la concorrenza feroce poi, è scoppiata la pace. Così la disfida dei meloni della Bassa Padana, in quello spicchio di Cremonese che resisteva alla forza dei numeri mantovani, si è risolta in un’alleanza più o meno forzata, per rispondere alle esigenze del mercato e ottenere un risultato storico: la prima Igp in Italia riservata al melone incassata nel 2013, che va così ad appaiarsi in Europa ad altrettanti riconoscimenti ottenuti in questi anni dal francese Melon du Quercy e allo spagnolo Melòn della Mancha.
Ma prima di guardare oltreconfine, la battaglia era già serrata nel Belpaese, con i siciliani che hanno incrementato la produzione, i ferraresi che vantano una consolidata tradizione e tanti altri produttori, dal Piemonte alla Puglia, che non fanno sconti. Così Davide ha teso la mano a Golia, o se preferite il piccolo villaggio gallico di Asterix ha stretto una joint venture con l’odiato Giulio Cesare.
 
Eppure a Casteldidone, 600 anime mal contate e patria del padre dei pensatori positivisti Roberto Ardigò, continuano a pensare di avere i meloni più buoni del mondo. Ma i tempi delle ruggini con Viadana e le altre roccaforti del melone mantovano si sono diluite col tempo, con quello snobismo dei pronipoti di Virgilio che vantavano distese del loro “potere arancione”, ma che non sono mai riusciti a cancellare la concorrenza di quel “puntino” sulla cartina geografica. Molto meglio un’alleanza.  “Alla fine era giusto mettersi insieme – spiega Massimo Perini, presidente dei melonai di Casteldidone – per poter ancora dire tutti insieme la nostra, adesso con il marchio Melone Mantovano Igp, contro l’invasione di frutti che arriva da ogni parte. E poi da noi non c’è più ricambio: a Casteldidone fino agli anni Settanta eravamo 30-40 melonai, oggi siamo rimasti in quattro-cinque. E’ un mestiere faticoso, sempre con la schiena curva, snobbato dai giovani. Così di colpo l’antico nemico non fa più paura e ora andiamo d’amore e d’accordo con i mantovani”.
 
Già, Mantua... ad est, quell’immensa distesa che tra Oglio e Po punta dritto alla corazzata del melone: Viadana e Rodigo, con una forza d’urto spaventosa; poi di complemento Sermide a completare uno schieramento maestoso di frutti lisci e di retati, con quel profumo inebriante e quel concentrato zuccherino che cogli nell’aria al primo respiro e pure nella gente, che già parla uno slang poco lombardo e molto emiliano, impastato di lambrusco e parmigiano. A Casteldidone invece, hai sempre la sensazione di finire i tuoi passi là dove inizia la distesa dei campi da cui affiorano i frutti dorati dalla ricca polpa.
 
Oggi alle coltivazioni in campo aperto si alternano le serre, tante serre, che hanno il vantaggio di preservare dal freddo e anticipare la raccolta fin da fine maggio, con tanti giornalieri anche stranieri che aiutano i melonai, anche se il cru della produzione costituito dalle due tipologie, Harper e Supermarket, celebrata anche da una coloratissima sagra, resta inizio luglio.

Tra mantovano e cremonese, il lavoro dei melonai prende forma fin dalle 5 del mattino, con quel caldo asfissiante che invade le serre e non molla mai, mentre dopo la raccolta si deve imballare tutto nei bancali fino al tramonto. Poi, caricata sui container, la cascata di frutti dai nomi roboanti e improbabili (dall’esotico Tuareg al minaccioso Macigno, dall’ondeggiante Mambo allo yankee Colorado) è pronta a invadere, all’alba del giorno seguente, il mercato generale di Milano e altre piazze importanti, anche estere. Ma la qualità riconosciuta, il successo crescente sulle tavole degli italiani ripaga di tutto: anche di un’alleanza fatta a denti stretti.
 
Per informazioni:
Consorzio del Melone Mantovano IGP
www.melonemantovano.it
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