Ricominciare dal Conciato Romano

Tania Mauri

23 maggio 2018

Storia di una famiglia coraggiosa che ha saputo tornare alle origini e fare del Conciato Romano il suo cavallo di battaglia.
 
Una scomessa, non facile, sulla loro terra, l’Alto Casertano.
Una famiglia, un territorio, un formaggio. Questi gli ingredienti di successo dell’agriturismo Le Campestre, un posto sperduto tra le colline, i boschi, gli ulivi e i vigneti dell’Alto Casertano, a pochi chilometri dalla ben più famosa Reggia di Caserta.
 
Le Campestre è un’azienda agricola, un agriturismo con cucina dove si mangia solo quello che produce l’orto e la natura circostante, dove poter dormire nel silenzio più assoluto, essere svegliati dal canto degli uccellini e fare una vera colazione agricola da re: pane, torte, marmellate, succhi e formaggi, tutto fatto in casa. Un posto dove staccare dallo stress e dalla frenesia della quotidianità, accolti e coccolati dalla famiglia Lombardi, lavoratori instancabili, orgogliosi di fare i contadini e portare in tavola il meglio del loro territorio: ulivi per l’olio, viti per il vino Casavecchia (un vitigno doc recuperato di cui già parlava Plinio il vecchio) o il Pallagrello, un orto ricco e curato con verdura, frutta ed erbe aromatiche, maiali di razza casertana con cui fanno pancetta, soppressata e salsiccia, tre asinelli e circa duecento pecore, un po’ snob, che pascolano e producono tutti i giorni tra i 300 e i 900 metri di altitudine “solo quando non fa troppo caldo o troppo freddo”.

Ma valorizzare un territorio come questo, troppo spesso confuso con altri contaminati da camorra e rifiuti tossici, non è stato facile, né immediato. Stiamo parlando di persone vere e genuine che hanno scommesso sulla loro terra, che combattono e non si abbattono anche quando la vita talvolta è ostile, dove ogni singolo è un elemento fondamentale di un perfetto ingranaggio.
 
La famiglia Lombardi ha riscoperto l’antica ricetta del Conciato Romano, oggi Presidio Slow Food.
La loro storia comincia nel 1983 quando Liliana e Francesco rientrano in Italia dopo essere stati molti anni in Belgio “per cercare un futuro migliore per i loro figli, Fabio e Manuel, dove il lavoro non mancava ma sole e natura erano un miraggio…”. Mamma Liliana, donna di carattere e forza di volontà, intuisce le potenzialità del luogo dove sono nati (anche grazie all’esperienza estera che le ha permesso di allargare i propri orizzonti mentali) e decide di aprire un agriturismo vero dove mette in pratica le sue capacità di cuoca mentre il marito si occupa della terra.
Liliana e Fabio, esperto sommelier che ha preso a cuore l’attività dei genitori mentre Manuel ha aperto un negozio di telefonia, riscoprono l’antica ricetta del Conciato Romano – un mix di latte ovino e vaccino affinato in anfore con olio, aceto, peperoncino e timo serpillo - che migliorano sostituendo l’aceto con il vino Casavecchia.
 
Disgraziatamente Fabio ha un incidente mortale che mette a dura prova la famiglia Lombardi, ma Manuel decide di mollare il suo lavoro e portare avanti il progetto del fratello valorizzandolo ancor di più. Questo “contadino 2.0”, coltivatore e casaro moderno, conoscitore del web e dei social media, invitato a tutti i maggiori eventi sul formaggio e alle più interessanti trasmissioni televisive del settore, presidente di Terranostra Campagna Amica Coldiretti Campania, ha saputo dare lustro non solo al Conciato, oggi Presidio Slow Food, ma a tutta la sua terra creando una rete coesa e unita di produttori e ristoratori che si muovono all’unisono verso l’unico obiettivo di far conoscere l’Alto Casertano.
 
L’azienda produce anche pancetta, soppressata e salsiccia da maiali di razza casertana.
E la cucina? Eulalia, moglie di Manuel, timida, curiosa e sensibile, lodata da Vissani e studentessa all’Università di Pollenzo, è subentrata quasi in toto a Liliana, che supervisiona ogni cosa ed è sempre in prima linea, mantenendo i piatti classici quali per esempio il pane caldo con olio extra vergine di olive caiazzane, la zuppa di ceci, castagne e fagioli, gli scialatielli con crema di zucca, timo e conciato romano, l’insalata di cavolo nero, olive, i cachi sott’olio, dando un suo tocco personale e sollevando un po’ la suocera che tanto ha fatto e dato in questi anni.
 
Questa è la storia di una famiglia che ha fatto tesoro del suo territorio e ha riscoperto un formaggio millenario che oggi viene utilizzato dai migliori pizzaioli e ristoratori d’Italia.
 
In cucina, si mantengono vivi i piatti della tradizione con un tocco personale.
Foto Alessandra Farinelli
 
Azienda Agrituristica "Le Campestre" 
Via Buonomini, cs, Castel di Sasso (CE)
Tel. 0823 878277 
Cell. 347 0580014 / 366 7201685
email: info@lecampestre.it 
http://www.lecampestre.it
 
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Scritto per chi ama il buon cibo
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