Tipografia Alimentare, il bar-bistrot più originale di Milano

Tania Mauri

20 marzo 2019

Cibo artigianale e una grande cantina di vini naturali per questo food hub nato dall’idea di una giornalista che ha deciso di ricominciare da un sogno.

Una madre, Carla, una figlia, Martina, e un fidanzato, Mattia. Sono loro l’anima e il corpo di questo spazio nato poco più di un anno fa a Milano, in via Dolomiti 1/3, sulle rive del Naviglio Martesana. Il nome nasce da Tipografia per Carla De Girolamo, una giornalista che ha deciso di cambiare vita, e Alimentare per Martina Laura Miccione e Mattia Angius, entrambi laureati all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
“Non rinnego i miei 30 anni da giornalista, di cui 20 a Panorama –ci racconta la De Girolamo - ma talvolta la vita ti manda dei segnali che bisogna saper leggere. Ho deciso di investire tutto quello che avevo in questa piccola impresa in cui credevo fermamente. Certo era una scommessa la mia, il periodo non era dei migliori, la zona di poco passaggio, ma ci abbiamo creduto, l’abbiamo creata a nostra immagine e somiglianza (tutta la ristrutturazione è stata fatta da noi!) e oggi possiamo dire che funziona. Sono molto felice di aver costruito qualcosa di bello, da sola, con mia figlia (e Mattia ovviamente). Per me è stata una rinascita, un rimettermi in gioco, un imparare cose nuove. Adoro il contatto con la gente che viene in Tipografia: dal vecchietto che passa la mattina a fare colazione, allo studente che si ferma tutto il pomeriggio a studiare, fino ai cuochi che nel loro giorno libero vengono qui a mangiare qualcosa di semplice e trascorrere qualche ora in tranquillità. Il mio ruolo? Ovviamente l’oste!” 

Il locale è accogliente e luminoso, con parenti bianche e grandi vetrate, mobili riciclati, da tipografia, e macchine da scrivere da usare liberamente. Tutti i giorni sono a disposizione i principali quotidiani nazionali freschi di stampa, newsmagazine, pubblicazioni legate al mondo della gastronomia e una intera biblioteca che approfondisce tutti i temi della cultura alimentare.
 
Si parte al mattino con il bar con la caffetteria che offre le brioches della pasticceria Rovida, il pane di Jean Marc Vezzoli, la marmellata biologica e le torte di Mattia; si continua con la pausa pranzo fatta con piatti originali e prodotti di eccellenza ma con prezzi alla portata di tutti; ci si può fermare al pomeriggio, collegarsi con il Wi-Fi e lavorare gustandosi un tè o un infuso, e chiudere la serata con l'aperitivo: 100 etichette di vini naturali dall'Italia e dall'Europa e una selezione di salumi e formaggi di alta qualità. 

Il punto forte e originale del progetto è proporre una cucina fatta solo con prodotti non industriali, selezionati tra 150 aziende agricole, artigiani e cantine provenienti da tutta Italia e scelti in base alle tradizioni regionali, all’origine, benessere e dieta degli animali, all’accuratezza delle lavorazioni e a un uso limitato al minimo di additivi e conservanti. I formaggi sono tutti a latte crudo. L'olio, per esempio, arriva dalla loro azienda agricola - La Tonda - in Sicilia, sui Monti Iblei, la crema gianduja è quella della Cascina Masueria, frutta e verdura arrivano dall’azienda agricola Corbari Bio di Cernusco sul Naviglio, lo storione è della Storione Ticino, il latte e lo yogurt sono forniti da LeccoLatte, cooperativa che valorizza il latte ed i prodotti di montagna.
 
In cucina c’è Mattia, cuoco autodidatta, che un giorno decise di lasciare la sua Cagliari natale e girare il mondo, facendo importanti esperienze come quella a Copenhagen da Christian Puglisi, dove impara tutto sulle fermentazioni. Convinto difensore della sostenibilità, propone una cucina senza fronzoli, essenziale, genuina, ricca di erbe selvatiche raccolte da lui stesso, fatta di primi piatti, insalate e zuppe di stagione, tartare e pane condito. Una cucina dove la materia prima è la vera protagonista del piatto. Il menu cambia a seconda di quello che propone la natura e la stagione;  le sue creazioni, tutt’altro che banali, nascono dal perfetto equilibrio tra gli ingredienti assemblati con semplicità e gusto di cui valorizza anche la parte estetica, a cominciare dai piatti di terracotta. Insomma proposte gustose e originali malgrado Mattia non disponga di fuochi e quindi tutte le cotture siano realizzate sottovuoto o al forno.

Martina cura la carta dei vini e sta in sala con la mamma che ha indottrinato al mondo dei vini naturali e artigianali. Seleziona  i produttori in base a stretti criteri quali zero chimica di sintesi in vigna e in cantina, basso livello tecnologico, lieviti indigeni, micro produzioni, bassissimi quantitativi di solfiti, personalità ed espressione del territorio ed etica del produttore. “Il cibo è importante, bisogna sceglierlo con cura e non accontentarsi di quello che capita. Noi proponiamo prodotti e vini che abbiano una storia da raccontare, nati dalla passione di piccoli artigiani e contadini lontani dalle logiche della grande industria. Raccontiamo le storie del nostro cibo anche con incontri, corsi aperti al pubblico, serate di degustazione, presentazioni di libri, film e mostre” spiega la giovane. 
 
A distanza di un anno Tipografia Alimentare è cresciuta: son ben 8 i ragazzi che lavorano qui, tutti ex studenti di Pollenzo; Carla ha smesso di crollare addormentata sulla brandina durante le brevi pause lavorative dei primi tempi; Martina e Mattia si concedono più viaggi alla scoperta di nuovi prodotti artigianali e la gente che abita qui ha un bel, e buon, posto da frequentare scambiando quattro chiacchiere con Carla che li ammalia con il suo sorriso e buonumore.

Tipografia Alimentare 
via Dolomiti 1/3 
 Milano
Tel. 02 83537868
www.tipografiaalimentare.it

Fotografie di Stella Bortoli
 
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Scritto per chi ama il buon cibo
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